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Davide –
Una ghiotta ma altalenante raccolta di videogiochi horror in prima persona, realizzati da piccoli e vari team di sviluppo. « No Son of Mine » segue un poliziotto in una situazione da incubo, perseguitato da un bambino demoniaco. Il gameplay è un mix tra esplorazione, enigmi e (leggeri e limitati) combattimenti, grazie a un particolare congegno laser che aiuta a difendersi dagli attacchi, oltre a questo ci si può anche nascondere. Purtroppo però il gioco non è nulla di che. A parte qualche brivido che a tratti non manca e del potenziale nella risicata narrativa, il tutto è estremamente ripetitivo, lento e noiosissimo, graficamente non è granché, gli ambienti sono banali e il loro aspetto finisce con l’essere fin troppo simile nonostante certe variazioni, corridoi e stanze finiscono per somigliarsi fin troppo e l’eccessiva oscurità degli ambienti non aiuta. Il risultato è un backtracking continuo, cercando di capire dove si è, si era già o si deve andare, con la frustrazione che ne consegue. Il tutto stufa già dopo un’oretta, e il gioco me ne è durate 6… Il gioco è tradotto in italiano (menù e sottotitoli). « Project Nightmares Case 36: Henrietta Kedward » segue uno studioso del paranormale, monitorato dal suo team, connettersi mentalmente tramite una macchina a un’oggetto infestato da una tremenda presenza malefica (una bambola inquietante), appartenuto alla donna del titolo, con l’obiettivo di carpirne i segreti e purificarla. Il gameplay è un mix tra esplorazione e enigmi, con fughe e nascondigli dalla presenza con elementi generati in maniera procedurale (certi momenti horror cambiano nelle sessioni di gioco, insieme ad altri dettagli tipo qualche disposizione di stanze e soluzioni di enigmi). Graficamente è gradevole, il sonoro è curato, simpatica l’illuminazione degli ambienti tramite candele che si consumano gradualmente (da portare in giro passeggiando). Certo il tutto, in alcune fasi, finisce un po’ per scadere nella monotonia, ma si lascia giocare e qualche bel momento horror, anche narrativo non manca, anche qualche frase spassosa dal protagonista, seppur senza strafare. Ci sono pure scelte da fare con finali multipli. Per la durata l’ho finito in circa 8 ore. Il gioco è tradotto in italiano (menù e sottotitoli). Infine « Remorse: The List » che vede un’uomo trovarsi in una cittadina ungherese infestata da creature da incubo per ragioni fumose che verranno pian piano svelate. In questo caso il gioco richiama in certi aspetti « Half-Life » e « Silent Hill » (chiare ispirazioni). Il gameplay è un mix tra esplorazione, enigmi e combattimenti in stile sparatutto (tra armi da fuoco e contundenti). Graficamente discreto con musiche gradevoli, l’aspetto sparatutto non sarà il massimo (un po’ impreciso) ma si apprezza, ed è piacevole esplorare i vari ambienti. Poi è pure rigiocabile con certe scelte che guidano verso finali multipli. Godibile. Il tutto mi è durato circa 4 ore. In questo caso il gioco non è tradotto in italiano. Incluse all’interno della custodia 3 card/tarocchi da collezione. Per appassionati.
Cathrin –
Guter alter old school Horror und zum Glück mit deutschen Untertiteln, also zumindest no son of Mine , vermutlich die anderen 2 Games hoffentlich auch 😄